Differenziamento linfocitario


Nel differenziamento linfocitario si possono individuare principalmente due fasi: una fase antigene dipendente e una antigene indipendente.

Nella fase antigene indipendente, che avviene negli organi linfoidi primari (midollo osseo e timo), vengono inizialmente prodotti linfociti provvisti di tutti i recettori per ogni tipo di antigene; successivamente alla fine di questo processo sono isolabili linfociti maturi che sono considerabili come "vergini" in quanto saprebbero riconoscere l'antigene ma nn lo hanno mai incontrato direttamente. La fase antigene dipendente che si svolge negli organi linfoidi secondari (milza, linfonodi, ecc.) vi è l'incontro tra l'antigene e il linfocita che possiede il recettore adatto.

A questo punto si formano due categorie di cellule:

1. le cellule memoria, che consiste in un pool di cellule capaci in casi di rimanifestarsi dell'attacco patogeno posso velocizzare moltissimo (per scatenare una risposta linfocitaria adatta a contrastare un attacco patogeno sono necessari dai 3 ai 5 giorni circa) la risposta addativa da affiancare alla risposta innata;
2. cellule effetrici, in grado esse stesse di combattere e distruggere il patogeno (esempio per i linfociti B le plasmacellule)

Tutte le cellule della linea linfoide derivano da un unico progenitore staminale multipotente riconoscibile dalla molecola CD34 (si dice CD34+). Successivamente viene creata una cellula staminale linfoide. Vi sono tuttavia delle patologie in cui questa maturazione non va a buon fine come per esempio le immunodeficenze combinata o Scid. I linfociti maturi sono riconoscibili in quanto esprimono 5 famiglie di recettori: i recettori per l'antigene, i recettori MHC (sistema maggiore di istocompatibilità), recettori per fattori di crescita, recettori Homing (consente al linfocita di essere indirizzato verso un organo linfoide secondario oppure verso un organo specifico in cui vi è proliferazione di patogeni) recettori di interazione cellula-cellula.